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lunedì, 21 agosto, 2017 9:28

L’ariete dei Bluebirds

26 agosto 2013 Sport

Tra i tanti investimenti che il Cardiff City ha fatto in questa sessione di calciomercato (Caulker dal Tottenham, Medel dal Siviglia), spicca sicuramente il giovanissimo attaccante Andreas Cornelius.

cornelius-tifosiDanese, classe ’93 è stato voluto a tutti i costi dal manager Malky Mackay che ha fatto spendere alla società ben otto milioni di euro, non pochi per un ventenne proveniente dal campionato danese. Nato calcisticamente nell’Hekla, dopo poche uscite col piccolo club viene notato dalla squadra più importante del Paese: il Copenaghen. Nella prima stagione “vanta” solamente due presenze ma la chiamata dei Loverne lo mette comunque al centro della ribalta nazionale: viene convocato in tutte le trafile della nazionale danese, dall’Under 18 all’Under 21.

La seconda stagione, quella appena trascorsa, inizia però nel migliore dei modi: entra in campo al 58′ nella partita d’esordio casalinga contro il Midtjylland, la sua squadra è sotto di due gol e di un uomo, ma ingresso ispira la rimonta del club della capitale che pareggia (con un gol proprio dell’ariete danese) e riesce persino a vincere per 4-2.

cornelius danimarcaCornelius ha chiuso la scorsa stagione con 34 presenze e 18 gol (capocannoniere della Superligaen) dimostrando tutte le sue qualità: l’ariete danese è infatti alto ben 193 cm, è specializzato nel colpo di testa e nel fare sponde per i compagni che si inseriscono, sponde che spesso gli riescono dato che è molto intelligente tatticamente. Per fare un paragone con gli appassionati di calcio inglese, Cornelius  ricorda molto Peter Crouch, anche se a ogni allenamento che passa il nuovo Bluebird migliora le sue qualità tecniche, tanto che ora il paragone più sensato è con Klass Jan Huntelaar.

cornelius-esultaSicuramente i Bluebirds hanno messo a segno un grande colpo per il loro ritorno in Premier League, superando tra l’altro la concorrenza di club super blasonati come il Manchester United. Andreas ha fatto un’ottima scelta: in una squadra di non elevatissime ambizioni infatti, il danese potrà giocare molto e chissà, magari persino ricalcare le orme di altri due calciatori semi sconosciuti approdati recentemente in terra albionica per riscoprirsi fior di giocatori come Michu e Benteke.

Mattia Bonasia

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