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Ma siamo sicuri che Benitez sia un grande allenatore?

3 febbraio 2014 Hot News, Sport

Sconcertante. Con questa parola, ultimamente utilizzata parecchio dalla Juventus per confermare una certa trattativa finita male che tutti ricordano bene, si potrebbe definire la scelta di Rafa Benitez di non includere nella sua lista per l’Europa League il neoacquisto Jorginho. Assieme all’ex Verona è stato escluso anche il mediano croato Radosevic ma la scelta che farà più scalpore sarà proprio quella di impedire al giovane italobrasiliano di disputare la coppa europea.

jorginho-napoliAl posto dei due giocatori di prima squadra, infatti, saranno convocabili due giovanissimi classe 1996 provenienti dalla Primavera partenopea inseriti in lista già a inizio stagione: ora, non ce ne vogliano i promettenti Palmiero e Romano che pur sono “costretti” a far parte della lista dalle norme Uefa, ma probabilmente Jorginho avrebbe potuto dare di più alla causa. I motivi di una simile esclusione sono da ricercare nel fatto che a gennaio si possono portare solo tre correttivi alla lista e Benitez ha optato per Ghoulam, Henrique e Reveillere, onde non rimanere scoperto sul fronte terzini, sperando anche nel pronto recupero di Behrami dall’infortunio.

benitez-napoli-chievoChe avrà ragione il tecnico spagnolo o i suoi detrattori lo diranno poi i fatti ma certamente Ghoulam ed Henrique garantiscono più copertura in retroguardia anche se, contando ovviamente anche il nuovo arrivo brasiliano, ora il Napoli ha ben cinque difensori centrali di ruolo (Uvini incluso) tra i giocatori da scegliere. L’ex Palmerais, infatti, può fare il terzino destro solo in casi estremi perché, prevalentemente, rimane uno stopper ed è complesso pensare a una rotazione in quel ruolo che preveda impiegato qualcun altro oltre ai soliti tre (Albiol, Fernandez, Britos), tanto più che lo stesso Uvini è stato adattato sulla fascia le (rare) volte che ha giocato.

Dunque forse sarebbe stato più saggio puntare su Jorginho che non sull’esperto difensore ex Palmeiras (con un passato al Bayer Leverkusen e al Racing Santander, quindi perlomeno già conoscitore del calcio europeo), se non altro perché là in mezzo la coperta è cortissima e basterebbero anche un paio di contemporanei fastidi muscolari di poco conto (ma sufficiente per saltare l’impegno del giovedì) per due tra i moschettieri svizzeri Inler, Dzemaili e Behrami onde costringere Don Raffaé a schierare un Primavera.

inler-napoliA tutto questo, ovviamente, va anche aggiunta alla lista di “colpe” che il mister napoletano sta accumulando ultimamente la scriteriata scelta della formazione iniziale che ha giocato contro l’Atalanta ieri: fuori contemporaneamente Higuain, Hamsik e, appunto, Jorginho. Se il delantero argentino è stato tenuto a riposo onde evitarne l’affaticamento e lo slovacco deve ancora smaltire i postumi dell’infortunio, non si capisce come mai Benitez abbia insistito su Inler quando Jorginho scalpitava in panchina (a livello di minutaggio complessivo, la scusa della Coppa Italia non regge): il giocatore svizzero, infatti, è palesemente fuori forma da almeno un paio di mesi, dato confermato anche nella vittoria del San Paolo contro la Lazio di mercoledì scorso. Lento, compassato e a tratti persino spaesato, il numero 88 è il lontano parente del giocatore ammirato a Udine.

benitez-higuain-napoliChe sia chiaro: non è il fare turn over che è sotto accusa, bensì la decisione di farlo così massicciamente in una trasferta tradizionalmente ostica per chiunque (e in particolare per i partenopei), considerando anche che l’Atalanta va praticamente sempre a segno in casa, contro qualunque avversario. Inoltre è stato un avvicendamento di giocatori chiave (per intenderci, non ha giocato Britos al posto di Fernandez), in un certo senso di coloro che compongono la spina dorsale di questo Napoli (con il capitano slovacco a parziale eccezione, in quanto quest’anno è più spesso mancato per infortunio che non contato tra i presenti).

Inoltre, con un Ghoulam in più a disposizione, si poteva forse persino tentare la carta del terzino algerino dall’inizio invece di costringere agli straordinari Reveillere, che ormai gioca praticamente sempre e, a 34 anni, non è proprio semplicissimo. per di più non va scordato che gli Azzurri giocavano col vantaggio di conoscere già il risultato della Fiorentina (cioè la rivale più accreditata per il terzo posto) e venivano dai deludenti pareggi con Bologna e Chievo.

mertens-napoliAdesso la squadra di De Laurentiis si trova sempre al terzo posto ma con ben quindici punti di svantaggio rispetto alla Juventus capolista (e col rischio di finire anche a -9 dalla Roma seconda) e senza aver saputo aumentare il distacco dalla Viola, che rimane lì come un condor a meno tre dagli Azzurri. D’altra parte, nessuno si sarebbe mai sognato che il Napoli potesse fare due punti nelle tre gare con i felsinei, i clivensi e gli orobiciConsiderando la rosa a disposizione, apparentemente non inferiore nei valori totali a quella della Roma e probabilmente la migliore d’Italia per quanto concerne il peso disponibile in attacco (perché Higuain, Mertens, Callejon, Insigne, Pandev e Hamsik non ce li ha nessun altro) forse il lavoro di Benitez, Champions League a parte (e, per quanto complesse, si parla comunque di sei partite), non risulta così brillante come ci si sarebbe potuti aspettare. Ora ecco anche quest’altra tegola per l’Europa League: i conti si fanno sempre a fine stagione, verissimo, ma siamo davvero convinti che Rafa Benitez sia un così grande allenatore e, soprattutto, adatto all’Italia o, più in generale, a vincere un campionato?

benitez-europa-leaguePer ora i fatti dicono di no e i discorsi sul “fattore europeo” si possono anche evitare giacché sempre piuttosto aleatori e fumosi (ricordiamo che la Champions è stata vinta recentemente anche da Di Matteo, probabilmente l’allenatore più fortunato del globo al netto dei comunque riscontrabili meriti avuti, così come sono arrivati in finale anche Cuper o Avram Grant), e che lo stesso Benitez ha vinto l’Europa League con una squadra Campione d’Europa uscente a cui s’erano aggiunti anche Hazard e Oscar e sempre lo spagnolo ha portato a casa una Champions col Liverpool che tutti ricordano soprattutto per il modo in cui è arrivata.

Provocatoriamente, si può pensare che Benitez sia “solo” un buon allenatore e che di grande abbia soltanto la fortuna?

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