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sabato, 20 settembre, 2014 7:53

Che fine ha fatto El Shaarawy?

18 ottobre 2013 Hot News, Sport

Stephan El Shaarawy è indubbiamente uno dei talenti più fulgidi dell’intero panorama calcistico italiano. Appena dodici mesi fa si rivelava al mondo come uno degli attaccanti esterni più forti della Serie A e, prima dell’avvento di Balotelli, è stato anche il deus ex machina dei primi mesi del Milan 2012/2013, tenendo a galla il Diavolo quando tutto sembrava andare malissimo per i rossoneri.

stephan-el-shaarawy-milanQuest’anno invece il Faraone ha fin qui racimolato numeri pietosi: appena quattro presenze tra club e Nazionale (zero apparizioni per lui dopo la Confederations) condite da un’unica rete, peraltro la primissima ufficiale del Milan in stagione, e poi l’eclissi dovuta agli infortuni. Infortuni che sono stati ormai una costante negli ultimi otto mesi: tra ricadute, lesioni, acciacchi e compagnia bella, il numero 92 ha visto il campo abbastanza raramente. Complice anche questa massiccia dose di sfortuna, il Cresta milanista è stato anche messo abbastanza a sproposito al centro di una graticola mediatica dove si è spesso contestata la sua sparizione a beneficio invece dell’esplosione di Balotelli come vera star della squadra di Allegri.

el-shaarawy-al-cityIn tutto ciò Stephan non ha mai detto una parola fuori posto, non ha mai mugugnato, non ha mai fatto proclami: l’umiltà del ragazzo lo ha infatti portato a concentrarsi solo sul recupero. Guarigione che, oggi, ha finalmente una data precisa: la sfida del Camp Nou contro il Barcellona che si giocherà il 6 novembre, come ha dichiarato lo stesso giocatore in un’intervista di un paio di giorni fa. Dunque ancora tre settimane da attendere prima di rivedere ElSha in campo, sperando che le sue devastanti accelerazioni nella trequarti avversaria tornino a essere quella piacevole costante che erano state nella prima metà della scorsa stagione.

pato-corinthiansMa c’è un però. Anzi, un fantasma. La presenza ectoplasmica che aleggia cupamente sulla giovane ala rossonera è quella di un altro campione esploso giovanissimo, persino più precocemente di El Shaarawy, ma poi rivelatosi una meteora. Si parla ovviamente di Pato, il Papero brasiliano che ha visto il suo talento offuscarsi a ogni piè sospinto nella sua esperienza milanese a causa sempre degli stessi, orribili infortuni. Federico Buffa raccontò mesi fa della profezia fattagli da uno dei suoi tre personali guru sul numero 92 e cioè che nel momento in cui avesse iniziato a infortunarsi non avrebbe più smesso, esattamente come accadde con Pato.

el-shaarawy-milanInutile negare che la paura, visto quanto successo al Faraone dalla Confederations Cup a ora, c’è ed è pure motivata. Tuttavia, non solo per il bene del calcio italiano ma proprio per il calcio in generale, non si può non sperare che non succeda (e le tre negazioni presenti nella frase sottolineano il concetto: El Shaarawy non può e non deve fare la fine di Pato). È vero, il Milan Lab ha perso colpi in modo imbarazzante negli ultimi cinque o sei anni, i giocatori sono tenuti sotto troppo stress con tutte queste partite ravvicinate, nel calcio di oggi se non si è fisicamente imponenti si rischia di non riuscire a esprimersi ma la bella favola di Stephan non può finire sepolta da un quintale di muscoli ipertrofici. Sarebbe troppo triste.

Dunque ecco la speranza: che il 6 novembre, notte magica, notte di Champions, il Camp Nou non venga illuminato dalle prodezze del suo immenso numero 10 ma da quelle di un più umile (sebbene crestuto) numero 92.

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