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giovedì, 21 settembre, 2017 3:45

Lo yin e lo yang, il rookie e il campione

Una “pseudo-Apocalisse” si è abbattuta sul Giappone durante il weekend della MotoGp, impedendo ai piloti di scendere in pista a provare. Domenica però il sole splende e Jorge Lorenzo trionfa al Twin Ring di Motegi.

jorge-lorenzoLorenzo vince, e lo fa nel migliore dei modi: dominando dal primo all’ultimo giro. Il maiorchino, in uno stato di grazia, costringe alla resa Marc Marquez e si mantiene in lizza per il Mondiale. Dopo la trasferta asiatica, il duello per il titolo si trasforma in uno scontro faccia a faccia, una sfida fra due piloti che, come Dr. Jekyll e Mr. Hyde, il giorno e la notte, lo Yin e lo Yang, non possono essere più diversi di così.

lorenzo-marquezSono come due pugili pronti a battersi sul tappeto, in un combattimento senza esclusione di colpi. Da una parte del ring c’è Lorenzo, il campione in carica che, grazie alla sua guida chirurgicamente perfetta, ha conquistato ben sette vittorie quest’anno, di cui quattro nelle ultime sei gare. Jorge è, senza discussioni, un vincente assoluto. Non a caso soprannominato Martillo, la sua forza è nella regolarità, nella straordinaria capacità di percorrere venti, trenta giri su ritmi stratosferici.

All’angolo opposto, il Cabroncito, un esordiente che, catapultato tra i grandi, si è trovato a lottare e poi a battere tutti suoi idoli, i suoi miti. La Rcv nelle sue mani sgondola e si agita, sempre al limite. E nel limite, Marquez ci sguazza. Il suo stile di guida è esagerato, esuberante, sempre sopra le righe.

marc-marquezDue piloti e un Mondiale da assegnare solo all’ultimo. Il match point è a Valencia, ed è tutto nelle mani di Marquez: comunque vada la gara di Lorenzo, a Marc basterebbe un quarto posto per laurearsi campione del mondo e soffiare a Freddie Spencer il titolo di Youngest MotoGp World ChampionTredici punti di vantaggio garantiscono una certa tranquillità e ripercorrendo la stagione, sulla carta, la medaglia di legno è molto più che alla portata del campione di Cervera. Ma un titolo da giocarsi fino all’ultima corsa è sempre una grande incognita e il Mondiale, nel suo giro di boa, sembra accendersi come Oxford Street alla vigilia di Natale. In uno sport imprevedibile come il motociclismo, dove basta uno starnuto a rovinare un’intera stagione, tutto può sempre succedere.

Sopratutto se sul ring ci sono due pesi massimi, due campioni autentici, come Jorge Lorenzo e Marc Marquez. Chi avrà la meglio? Come nelle storie più belle, lo scopriremo solo a Valencia, all’ultimo round.

Daniela Barbieri

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