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sabato, 19 agosto, 2017 2:28

Quel maledetto United

27 febbraio 2014 Hot News, Sport

Ormai la crisi del Manchester United è sotto gli occhi di tutti: dopo la sconfitta netta e sinceramente clamorosa subita in casa dell’Olympiacos per 2-0 infatti anche l’ultimo obiettivo stagionale se n’è (quasi) andato e tutta l’Europa si è accorta degli effetti che l’addio di Alex Ferguson ha causato all’Old Trafford. Le cause di questa crisi sono diverse e forse è arrivato il momento di chiarirle.

vidic-ferdinand-manchester-unitedLa difesa: questo è assolutamente il problema più serio dei Red Devils: l’impressione è che anche Portanova, con tutto il rispetto, possa fare tutta la differenza del mondo in questa difesa, difesa per modo di dire. La coppia di centrali è vecchia e stantia: Rio Ferdinand si ritirerà al termine della stagione e Vidic a fine anno lascerà l’Old Trafford, probabilmente direzione Inter (a proposito, sicuri che il serbo sarebbe un buon acquisto da parte di Thohir?); gli altri centrali sono Evans (centrale da medio-alta classifica, ma non certamente da United) e Phil Jones (questo sì un buon giocatore, un ottimo prospetto, uno dei pochi su cui puntare per la prossima stagione).

Incredibilmente peggiore la questione sulle fasce difensive dove abbiamo un Evra al tramonto di una comunque splendida carriera e degli inguardabili Rafael, Büttner e Smalling; pensare che sulla fascia destra c’era una volta Gary Neville e ora c’è Smalling fa capire bene la situazione di questa squadra. La difesa è tutta da rifondare, serviranno soldi, tanti soldi, ma anche qualcuno che sappia fare bene il mercato perché non è facile comprare bene in massa, il Tottenham ne sa qualcosa.

fellaini-manchester-unitedFellaini: doveva essere il colpo del mercato estivo dei Red Devils, quello che serviva per far rimanere lo United nella top of the table. Doveva, perché il sosia di Simone Cristicchi è stato una cocentissima delusione. Complici gli infortuni, il belga ha visto pochissimo il campo e non ha certo giocato da mister trenta milioni. Certo la colpa non è solo sua, ma anche di Moyes che pur avendolo allenato all’Everton e conoscendolo quindi benissimo, l’ha posizionato a centrocampo, ruolo non più suo da tempo dato che ai Toffes (ormai da due stagioni) Fella faceva il trequartista: di conseguenza il problema del centrocampista centrale non è stato risolto e il belga deve andare in panchina poiché nel posto da numero dieci ci sono Rooney e ora anche Mata.

rooney-van-persie-manchester-unitedLa posizione di Rooney: fresco di rinnovo multimilionario (giocatore più pagato della storia del calcio inglese) Wayne Rooney voleva subito fare più che bene contro l’Olympiacos; ha invece giocato un match incolore, senza quel suo pressing caratteristico sul portatore di palla, un Wazza apparso stanco e visibilmente scocciato. Scocciato di cosa? Probabilmente della propria posizione in campo, destinato a fare il trequartista alle spalle di un Robin van Persie che gli ruba la scena; non è infatti un caso che le migliori prestazioni dell’inglese siano coincise con l’assenza per infortunio dell’olandese. Forse basterebbe spostare Rooney di qualche metro in avanti accanto a van Persie, con Mata alle loro spalle; questa apparirebbe la soluzione forse più logica.

moyes-sconfitto-manchester-unitedMoyes: va bene, la squadra non è da primo posto, va bene, la difesa è mediocre, va bene tutto, ma è pur sempre lo scozzese che ha fatto il mercato, ergo è stata una sua scelta spendere prima 30 milioni per Fellaini e poi 45 per Mata invece di acquistare dei difensori degni di chiamarsi tali. Non era facile passare dall’Everton al Manchester United, è vero, ma nessuno pensava potesse essere davvero così difficile, soprattutto per uno come lui. Moyes ha dimostrato di non saper reggere per ora la pressione di un palcoscenico così importante; l’ha dimostrato con le scelte di formazione e con le prestazioni, con le sue intimidite interviste a fine partita e il suo sguardo perso nel vuoto durante le sconfitte.

moyes-manchester-unitedL’impressione è che ci sia qualche grana di spogliatoio perché lo scozzese si è sempre dimostrato un grande allenatore e se Fergie l’ha scelto un motivo ci sarà pure stato. Certamente Moyes si dovrebbe anche abituare a saper gestire i tanti soldi a disposizione per il mercato, perché finora la strategia non è stata esattamente cristallina, è più sembrata una cosa del tipo “acquistiamo il giocatore più forte sul mercato per fare il colpo ad effetto e far felici i tifosi” ma così si costruiscono grandi squadre solo nei videogiochi, e in fondo anche lui lo sa.

La squadra è insomma da rifondare, con massicci investimenti in difesa e a centrocampo, gli unici da confermare sono onestamente solo van Persie, Rooney, Mata, Phil Jones e i giovani Cleverley, Powell e Januzaj, per il resto è tutto da rottamare. Difficilmente lo United riuscirà a rimontare la sconfitta contro l’Olympiacos e sicuramente non raggiungerà il quarto posto (troppo forte e distante il Liverpool); bisogna ripartire con pazienza, un po’ come fece Ferguson ormai venti anni fa.

Lo United risorgerà prima o poi ma fino a quel momento le altre inglesi potranno ricominciare a vincere qualcosa, chissà se la vecchia volpe Ferguson non l’abbia fatto apposta, per rendere i giochi in Premier un po’ più divertenti…

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