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Giù nel Pozzo

23 gennaio 2014 Hot News, Sport

Finita la favola Udinese? In molti se lo chiedono in questo periodo, perché la squadra friulana è in una crisi nera che il passaggio alla semifinale di Coppa Italia maturato ieri sera può appena alleviare. La classifica, infatti, è ben diversa da quella che ci si aspettava e non rispecchia l’andamento degli ultimi anni bianconeri in Serie A.

di-natale-udineseCon venti punti in altrettante partite, a soli tre punti dalla terzultima, è invischiata, a pieno titolo, nella lotta per la salvezza. Nelle ultime otto partite: una vittoria, un pareggio e sei sconfitte. Sono ben tre le sconfitte consecutive in casa. Allargando i numeri, si comprende meglio la situazione drammatica della squadra: trentuno gol subiti e soli venti gol fatti. Questo dice molte cose. Come sappiamo, il progetto Udinese prevede lo scouting in giro per il mondo alla ricerca di giovani talenti o di giocatori poco conosciuti che, fatti lavorare con calma, senza pressione e in una squadra che funziona (o funzionava?), riescono a esplodere e imporsi, fino ad aumentare esponenzialmente il loro valore di mercato. La società, a quel punto, vende i giocatori il cui valore è salito di più, facendoseli pagare profumatamente e rimpinguando le casse della società e rendendola una di quelle con i conti più virtuosi della Serie A.

guidolin-udineseNegli ultimi anni questo progetto ha portato spesso l’Udinese a scavalcare parecchie grandi e ad arrivare sempre in Europa, preliminari di Champions o Europa League che fosse. Quest’anno, invece, qualcosa sembra si sia inceppato. Da una parte, la squadra ha evidenti difficoltà: non c’è stata l’esplosione di un nuovo fuoriclasse con cui fare cassa e questo non ha dato quel ricambio che sarebbe servito per avere una scossa. L’attaccante colombiano Muriel avrebbe potuto senz’altro incarnare questo ruolo: sicuramente il numero 9 è dotato di un grandissimo talento ma infortuni e carattere lo hanno frenato parecchio in questa prima parte di stagione. Dall’altra, i simboli di questa Udinese stanno mostrando parecchie debolezze: dopo il ko casalingo contro il Torino del 15 dicembre, Guidolin aveva dichiarato: «Se qualcuno dovesse dirmi che sono un problema invece che una risorsa, allora dovrei fare un passo indietro». Insomma, pronto alle dimissioni. A rincarare la dose ci ha pensato poi il capitano, Totò Di Natale, dopo la pesante sconfitta interna contro il Verona, annunciando l’addio al calcio a fine stagione. In una situazione caotica come questa, la squadra rende anche meno di quanto dovrebbe e acutizza i suoi difetti: una difesa troppo disattenta e un attacco che, venuti meno i gol di Di Natale, è praticamente inesistente.

I Pozzo interverranno pesantemente per salvare la compagine oppure avranno ancora fiducia nel progetto e lasceranno la squadra al suo brodo? L’unica consolazione è l’ambiente tranquillo di Udine, dove regna ancora la calma anche se i malumori cominciano a serpeggiare persino nella tranquilla cittadina friulana.

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